Le prime compagnie a pagarne le spese sono le low-cost: la Wizz Air che prima del conflitto era impegnata in un progetto di espansione, è stata colpita giorni fa da un’ondata “aggressiva” di vendite allo scoperto dopo aver annunciato che la guerra in Iran avrebbe praticamente azzerato i suoi profitti quest’anno. I giganti americani la Delta, la United, e l’American Airlines stanno testando scenari in cui il prezzo del petrolio arrivi a sfondare la soglia dei 170 dollari al barile, con il jet alle stelle complice la preoccupazione per una eventuale carenza di carburante. Tuttavia la posizione di molte compagnie aeree europee è al momento divesra: l’ad di Ryanair Michael O’Leary ha minimizzato la possibilità di cambiamenti immediati, convinto che si renderebbero necessari solo se l’aumento dei prezzi si dovesse protrarre fino all’estate, “per sei mesi”.
Published at: 2026-03-23 06:20:08
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