Come informa l'illuminante introduzione di Maria Vittoria Calvi, il romanzo «oscilla continuamente tra la nebulosa del sogno e la materialità del reale» e, già dalle prime pagine, possiamo vedere come il flusso della scrittura-parola sia il mezzo ideale, poiché riesce a mescolare, in forma di riflessione, autobiografia e realtà, memoria e fantasia. Se guardiamo la scrittura che forma i capitoli del libro, balza in tutta evidenza la narrazione scorrevole, fluente, dove predominano lunghi incisi, frutto di pensieri e ragionamenti più che di azioni concrete, come del resto mostra la punteggiatura per lo più limitata a virgole o punti e virgola, con scarso uso del punto. L'ultimo capitolo, «La scatoletta dorata«, non è il racconto di un sogno, bensì un dialogo con se stessa e la figlia, in cui compare l'amato filosofo Tudorov, che ha lasciato la Bulgaria del regime comunista, presente fin dall'inizio, come anche è ricordato il libro L'uomo ombra di Dashiell Hammett.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Gabriele Morelli)
Published at: 2026-02-14 07:33:19
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