Paragonare Venezuela e Ucraina (quindi Usa e Russia) e chiamare entrambe "invasioni" significa ignorare la realtà e non aver capito come gira il mondo, e, soprattutto, non capire il destino probabile e tuttavia diverso che attende Taiwan e la Groenlandia, o, ancora, significa non voler accettare l'irrilevanza storica dell'Onu e l'estromissione del diritto internazionale da qualsiasi dibattito: piaccia o no. La Russia, in Ucraina, combatte per il territorio e per i confini, non per sostituire un governo; vuole negare l'esistenza di uno Stato, e Putin lo ha detto più volte, del resto lo ha già praticato con la Crimea (2014) e con la proclamazione di annessione (2022) di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson; è una guerra di conquista in senso pieno, sostenuta appunto da un'economia di guerra e da mobilitazioni di massa, e l'intento è quello di ridefinire la mappa europea nata nel 1945 e consolidata dal 1991. Ergo, la differenza tra colpire un governo e cancellare uno Stato è a stessa tra equiparare i casi Venezuela e Ucraina: la Russia ha riportato in questo secolo la guerra di annessione e la "normalità" della conquista territoriale, mentre gli Usa si muovono su un piano storicamente e politicamente diverso, ripetiamo, piaccia o no: ma se passasse l'idea che l'interventismo occidentale (Usa) fosse solo una variante di una guerra di annessione (Russia) significherebbe che domattina la Cina allo stesso modo potrebbe giustificare un'azione contro Taiwan, liquidandola come "questione interna" o "caso regionale" anziché come aggressione sistemica, quale è.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Filippo Facci)
Published at: 2026-01-05 09:00:03
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