A porre una netta separazione tra le due tipologie di vendita non sono tanto le piattaforme di commercio online, ma l’Agenzia delle Entrate, la quale, ai sensi dell’articolo 2195 del Codice Civile, ritiene che se un’attività viene esercitata in modo abituale si è davanti ad una vera e propria impresa commerciale, indipendentemente dall’assetto organizzativo che è stato scelto. La vicenda era arrivata sino alla Suprema Corte dove i giudici avevano affermato che i redditi accertati e non dichiarati dal contribuente rientravano in tutto e per tutto in quelli d’impresa e non erano da considerarsi come redditi diversi: la decisione è stata determinata proprio dall’elevato numero di transazioni commerciali registrate, le quali mettevano in evidenza che l’attività veniva svolta in modo abituale. In altre parole si è venuta a configurare nella prassi quotidiana una netta distinzione tra l’attività occasionale – svolta di rado e che comporta la gestione dei guadagni nei redditi diversi – e l’attività imprenditoriale, che prevede la gestione delle pratiche fiscali con una partita Iva e la gestione dei guadagni come reddito d’impresa.
Author: Pierpaolo Molinengo
Published at: 2026-01-06 08:08:08
Still want to read the full version? Full article