E ancora dopo la caduta del muro di Berlino gli Usa hanno sentito di dover giustificare ogni intervento militare usando argomentazioni come “l’esportazione della democrazia” spesso affiancata “dall’eliminazione di armi di distruzione di massa” di bushiana e blairiana memoria. Ma da un po’ di tempo la democrazia rappresentativa, minata dall’interno dalla rapacità di un sistema economico che non fa prigionieri e che, attraverso il lobbismo e i mezzi d’informazione, ha svuotato di ogni contenuto sociale i parlamenti, non va più molto di moda. Quella che poteva essere la sola vera speranza di sopravvivenza per questa forma politica, e cioè l’Europa Unita, ha perso il treno per darsi la capacità decisionale in grado di superare le differenze culturali che esistono tra i paesi baltici e quelli mediterranei, dotarsi una politica estera comune, di un esercito comune e di una fiscalità condivisa, non sembra attrezzata per affrontare il nuovo ordine mondiale che si sta delineando e di cui si fa fatica a capire quali sarà il punto di caduta.
Author: Sostenitore
Published at: 2026-01-06 06:35:41
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