Il giornale è riuscito a contattare alcuni soldati della brigata: hanno raccontato che esagerare sulle ferite era la prassi, che gli ufficiali chiedevano una commissione sui rimborsi e che, in generale, pagarli oppure restare feriti era l’unico modo per ottenere una licenza o una vacanza. Tra l’altro per la frode è sotto processo anche un altro comandante della brigata: Artem Gorodilov, che nel 2022 era in servizio in un reggimento che partecipò ai massacri durante l’occupazione di Bucha all’inizio dell’invasione (il link che segue ha immagini molto impressionanti). Una possibilità è che il caso della truffa vada letto tra i processi-spettacolo che il regime fa periodicamente con obiettivi di deterrenza: cioè per mandare un messaggio, scoraggiare una pratica che sa diffusa, oppure che tollera solo nei casi in cui è connivente.
Published at: 2026-02-23 12:25:38
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