Appassionato di armi e cacciatore di selvaggina di grossa taglia, l’uomo si sarebbe vantato in contesti conviviali tra cacciatori di essere stato attivo sulle colline intorno a Sarajevo durante l’assedio della città. Se confermate, le sue dichiarazioni offrirebbero uno spaccato inquietante sulla partecipazione di volontari stranieri ai cosiddetti “cecchini del fine settimana”, che trasformavano il conflitto bosniaco in un terreno di sfogo per pulsioni violente e pregiudizi di genere. Il racconto del cecchino piemontese, che si vantava a cena con gli amici, si inserisce in questo contesto, offrendo uno spaccato inquietante su quella che alcuni testimoni definiscono una vera e propria “caccia umana” tra le colline e i quartieri assediati di Sarajevo.
Author: repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
Published at: 2026-02-18 12:20:05
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