Nel marzo del 1973, nel pieno delle tensioni sociali e politiche che attraversavano gli Stati Uniti dopo gli anni sessanta, il carcere di massima sicurezza di Walpole, in Massachusetts, diventò teatro di un esperimento senza precedenti . In un’America segnata dalla guerra in Vietnam, dalle lotte per i diritti civili, dalle rivolte carcerarie come quella di Attica e da un diffuso dibattito sull’abolizione delle prigioni, Walpole rappresentava uno dei simboli più estremi del fallimento del sistema: violenza quotidiana, razzismo, torture, stupri, omicidi e condizioni disumane per detenuti e agenti. Dentro rimasero solo una quindicina di operatori civili – amministrativi, assistenti, psicologi – incaricati di garantire una presenza minima e di monitorare la situazione per scongiurare un’escalation di violenza; all’esterno il perimetro dell’istituto era rigidamente presidiato dalla polizia statale.
Author: Internazionale
Published at: 2026-02-14 07:30:02
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