Militare e poi dirigente di esperienza, insignito l’8 maggio 2025 da Volodymyr Zelensky con il titolo di “Eroe dell’Ucraina“, la più alta onorificenza del paese, Malyuk è stato la mente dell’operazione nella quale a giugno l’Sbu distrusse con i droni una quarantina di aerei militari in quattro aeroporti russi e sotto il suo coordinamento i servizi hanno compiuto tre poderosi attacchi contro il ponte di Crimea, infrastruttura strategica vitale per l’esercito russo e cara a Vladimir Putin per ragioni simboliche: con un camion carico di esplosivi nel 2022, con droni navali Sea Baby nel 2023 e con bombardamenti sottomarini nel 2025. In particolare è stato il responsabile formale dell’operazione con cui il 21 luglio 2025 i servizi segreti, su mandato del Procuratore Generale Ruslan Kravchenko, fecero irruzione nella sede dell’Ufficio Nazionale anti-corruzione (Nabu), all’epoca già impegnato nell’inchiesta “Midas” sul presunto giro di tangenti per 100 milioni di dollari che ha fatto tremare il governo di Kiev portando alle dimissioni di due ministri e di Andriy Yermak, capo dell’ufficio di Zelensky. Il 22 luglio, infatti, il Parlamento di Kiev approvò – con una maggioranza schiacciante di voti dei deputati di Servitore del popolo, il partito di Zelensky – il disegno di legge n. 12414 che poneva la Nabu e il Sapo, la Procura specializzata anti-corruzione, organi indipendenti secondo l’ordinamento ucraino, sotto la giurisdizione del Procuratore generale Kravchenko, nominato appena un mese prima dallo stesso Zelensky.
Author: Marco Pasciuti
Published at: 2026-01-05 15:37:16
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