Un segnale che, insieme ad altri, anzitutto l’apertura di Macron a un rinnovato dialogo con la Russia, indica che il pressing americano sull’Europa – che si è cristallizzato nel durissimo post di Tulsi Gabbard nel quale il Capo dell’intelligence nazionale accusava la leadership della Ue di “alimentare l’escalation bellica” per trascinare gli Usa in una “guerra diretta contro la Russia” – inizia ad aver ragione sulla follia dilagata nel Vecchio Continente in questi ultimi tempi. Certo, il partito della guerra vuole dimostrare che può colpire impunemente nel cuore della Russia – e qui va specificato che l’intelligence ucraina non ha tali capacità, da cui il necessario ausilio di intelligence straniere – ma sperare che tali azioni dimostrino la debolezza di Mosca, e che quindi si può continuare la guerra perché non è ancora persa, o che la Paura induca i leader di Mosca o l’opinione pubblica russa ad addivenire a più miti consigli è semplicemente sciocco. Ma le tragedie hanno il vizio di ripetersi in forma di farsa, così che l’ultimo rilancio non si è accompagnato a una controffensiva reale, sebbene perdente in partenza, come quella di Kursk, ma alla più ridicola messinscena di Kupyansk, quando, una decina di giorni fa, Zelensky ha pubblicato un video dalla città che i russi dicevano di aver occupato per smentirli e annunciare al mondo una rinnovata spinta bellica ucraina, spiegando che quella iniziale controffensiva aveva avuto come primo esito di circondare alcune centinaia di fanti russi.
Author: davide
Published at: 2025-12-24 17:57:55
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