E viene ribadita proprio nel Capitolo 23, che chiede espressamente a Kiev di “rafforzare l’indipendenza, l’efficacia del mandato e la capacità operativa delle istituzioni specializzate nella lotta alla corruzione” e più nello specifico di “estendere la giurisdizione della Nabu a tutte le cariche pubbliche ad alto rischio” e di “assegnare alla Sapo i poteri necessari per avviare procedimenti penali contro i membri del Parlamento senza la previa approvazione del Procuratore generale“, che viene nominato dal presidente. Il governo aveva subito fatto marcia indietro di fronte alle più grandi proteste di piazza scoppiate nel paese dall’inizio della guerra e alle minacce dell’Ue di tagliare diversi programmi di finanziamento, che avevano indotto Zelensky in persona a presentare una nuova legge che ripristinava l’indipendenza dei due enti, ma che non affronta “molte altre problematiche, comprese quelle che (…) garantiscono al Procuratore Generale l’accesso a qualsiasi materiale di indagine preliminare (ad eccezione di quelli di Nabu e Sapo). Ruslan Kravchenko, capo della Procura generale nominato appena un mese prima proprio da Zelensky, aveva inviato i Servizi di sicurezza interni (SBU) negli uffici della Nabu che già stava indagando sul maxi-giro di tangenti per 100 milioni di euro che di lì a qualche mese avrebbe investito il governo, facendo sequestrare materiale relativo a diverse inchieste e arrestare due importanti investigatori, scarcerati qualche mese dopo per insufficienza di prove, con l’accusa di avere legami con la Russia.
Author: Marco Pasciuti
Published at: 2026-02-25 07:06:40
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