Tutto inizia e passa per la rete, anche la guerra

Tutto inizia e passa per la rete, anche la guerra


Otto minuti e sei secondi in cui Trump ha chiarito al mondo intero, mettendo sullo stesso piano i suoi follower con i governi nazionali, le istituzioni mondiali e l’opinione pubblica digitale, che “l'esercito degli Stati Uniti sta portando avanti un'operazione massiccia e continua per impedire a questa dittatura radicale e malvagia di minacciare l'America e i nostri interessi fondamentali per la sicurezza nazionale”. Quell’innesco ha poi dato vita a un’eruzione di polarizzazioni che rimbalzavano da una piattaforma all’altra, da un autore agli altri che via via hanno iniziato a scrivere sui loro feed e account, che hanno fatto segnare, in un calcolo già superato nel momento in cui proviamo a fissarlo su carta, numeri considerevoli. Ma, se ci soffermiamo a osservare quella che gli analisti chiamano la mappa di calore del parlato digitale, cioè il risultato della distribuzione geografica di queste interazioni, è possibile comprendere quanto i regimi dittatoriali e teocratici vedano la libertà che le piattaforme di social media offrono agli utenti peggio del diavolo o degli infedeli.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Domenico Giordano)


Published at: 2026-03-01 17:28:32

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