Nonostante l'amministrazione di Donald stia inviando nuove truppe e rafforzando la presenza navale in Medioriente, il presidente americano afferma che sta valutando un "ridimensionamento" delle operazioni militari, e intanto gli Stati Uniti allentano temporaneamente le sanzioni sulle spedizioni di petrolio di Teheran nel tentativo di frenare il rialzo dei prezzi. Pezeshkian dice che non ha senso parlare di interrompere gli attacchi a meno che non vi siano garanzie di non subire ulteriori aggressioni, ma allo stesso tempo in una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi elenca le sue condizioni per la fine del conflitto: "Cessazione immediata dell'aggressione" da parte di Usa e Israele, nonché la garanzia che tali raid non si ripeteranno in futuro. Una nuova offerta diplomatica, intanto, arriva da Mosca, che propone a Trump un "quid pro quo" in base al quale il Cremlino smetterebbe di condividere informazioni di intelligence con l'Iran - come ad esempio le coordinate precise delle risorse militari statunitensi in Medioriente - se Washington cesserà di fornire all'Ucraina informazioni di intelligence riguardanti la Russia.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Valeria Robecco)
Published at: 2026-03-22 11:00:02
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