Al minuto 8.16, dopo avere elencato i successi tecnologici dell’esercito americano, ha dichiarato che a spingerlo ad attaccare, e a farlo in quel momento, sono state le informazioni ricevute da Steve Witkoff – inviato speciale in Medio Oriente senza alcuna esperienza diplomatica e uomo di fiducia del presidente che conosce dagli anni ’80 in quanto investitore e sviluppatore immobiliare di New York -, Jared Kushner – marito di sua figlia Ivanka, mentre dietro il progetto immobiliare della “Nuova Gaza” nonché vicinissimo a Netanyahu – e Pete Hegseth – capo del Pentagono, ex militare, politico e conduttore televisivo di Fox che ha concluso la sua conferenza stampa sulla guerra in Iran recitando un salmo della Bibbia. Trump nomina loro e non l’intelligence che peraltro, come ha scritto Cnn fin dal primo giorno del conflitto, non aveva prove che certificassero l’avanzamento del programma nucleare di Teheran né tanto meno che il regime degli Ayatollah volesse attaccare. Per quanto ai suoi elettori avesse garantito di essere un pacificatore, nella stessa conferenza stampa del 9 marzo, sembra avere dimenticato il messaggio che ha avuto un peso di rilievo nella sua elezione alla Casa Bianca: “Sto mantenendo le mie promesse del 2015 – ha detto -.
Author: Eleonora Bianchini
Published at: 2026-03-11 13:12:48
Still want to read the full version? Full article