Coraggioso, Joe Kent, il capo dell’antiterrorismo Usa che due settimane fa si è dimesso perché contrario all’attacco all’Iran spiegando, in una lettera aperta, che il suo Paese è stato trascinato in guerra sotto “la pressione di Israele e della potente lobby” che promuove gli interessi israeliani negli Usa senza motivo, perché Teheran non era una minaccia. Noto anche ciò che ha dichiarato in un’intervista a Tucker Carlson, in particolare la rivelazione sull’assassinio di Charlie Kirk, che ha definito una “pubblica esecuzione”, avvenuto poco dopo che questi aveva dato un contributo significativo nell’impedire che l’America fosse trascinata in guerra contro l’Iran lo scorso giugno. Più probabilmente, Trump, che è alquanto squilibrato ma non un perfetto idiota, ha capito il senso e la portata di quelle manipolazioni, mettendole in correlazione agli incidenti di percorso raccontati da Carlson e Kent (che l’analisi di Blumenthal deve ignorare), prendendo sempre più coscienza di essere al centro del mirino, e non dell’Iran.
Author: davide
Published at: 2026-03-30 13:57:34
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