Se nessun leader dei paesi fondatori dell’Unione Europea si era spinto a condannare in modo inequivocabile l’operazione statunitense, nessuno l’aveva neppure giustificata in modo tanto netto quanto Meloni, la quale aveva detto che il governo considera «legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico» (una tesi, questa, che poi lo stesso Trump è andato ridimensionando nelle settimane seguenti all’attacco). Di nuovo, aveva evitato di usare toni particolarmente ostili, e anzi si era mostrata conciliante: aveva parlato di un «errore di comunicazione», insomma di un malinteso per cui Trump aveva considerato l’esercitazione militare europea in Groenlandia come una mossa ostile nei confronti degli Stati Uniti. Desiderosa però di ribadire la sua vicinanza a Trump, Meloni lo aveva subito rassicurato, per telefono, dicendogli che l’Italia resta comunque intenzionata a risolvere – non si sa bene come, visto che si tratta di un ostacolo di tipo costituzionale – i problemi che le impediscono di prendere parte all’iniziativa.
Published at: 2026-01-26 14:37:26
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