"Trent'anni fa la mafia ha superato un confine che non avrebbe mai dovuto essere oltrepassato: ha rapito, torturato e assassinato un giovane innocente, Giuseppe Di Matteo, trasformando la sua vita in una lunga prigionia di dolore e usando il suo corpo come strumento di ricatto contro lo Stato. Giuseppe era "colpevole" soltanto di essere figlio di un uomo che aveva scelto di pentirsi e di stare dalla parte della giustizia e dello Stato" dice Russo nella piazza intitolata al dodicenne che fu tenuto prigioniero per 779 giorni, strangolato e sciolto nell'acido. E' guerra giudiziaria tra il pentito Santino Di Matteo e la ex moglie Franca Castellese e il figlio Nicola sul risarcimento del danno riconosciuto per l'assassinio del piccolo Giuseppe, secondo figlio del collaboratore di giustizia e della donna rapito, strangolato e ucciso da Cosa nostra.
Published at: 2026-01-11 10:05:58
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