Lo spunto della dichiarazione congiunta (sulla quale non compare però la firma del presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, Paul Coakley ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump appena il 12 gennaio scorso) è tratto dal discorso di inizio anno di papa Prevost al corpo diplomatico: Leone ha puntato il dito contro "il fervore bellico dilagante" e la guerra che sta tornando di "moda" facendo cedere il passo al multilateralismo. "Gli Stati Uniti - scrivono dunque Cupich, McElroy e Tobin - sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell'America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda" e citano "gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia" che "hanno sollevato questioni fondamentali sull'uso della forza militare e sul significato della pace". Di più, "il ruolo morale degli Stati Uniti d'America nell'affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e nel sostenere la libertà religiosa - sottolineano - è sotto esame e la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell'umanità, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive".
Published at: 2026-01-19 16:37:10
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