"Mohammadi non smette di lottare contro il regime criminale di Teheran neanche da lì, dal più profondo della sua cella di prigioniera politica, dove è detenuta in condizioni disumane, senza poter parlare con la sua famiglia e i suoi avvocati, senza poter vedere la luce del giorno, sottoposta a interrogatori permanenti, picchiata, privata delle cure necessarie nonostante le botte subìte e un tumore". Chirinne Ardakani, avvocata dell'attivista per i diritti umani e Nobel per la Pace 2023, Narges Mohammadi, è certa che la sua assistita stia combattendo contro la ferocia del regime degli ayatollah in Iran anche dopo il suo tredicesimo arresto, che l'ha riportata nuovamente in carcere il 12 dicembre 2025, e dopo l'ennesima condanna dei giorni scorsi, che ha portato a quasi 40 gli anni di prigione che le sono stati comminati finora. La precedente è stata il 14 dicembre, quando ha chiamato il fratello, per comunicare di essere finita di nuovo in carcere e di essere stata brutalmente picchiata alla testa e ai genitali in quell'occasione".
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Gaia Cesare)
Published at: 2026-02-11 04:00:03
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