Si parte appunto dagli Stati Uniti di Donald Trump, si prosegue con la Cina di Xi Jinping, poi la Russia militarista e aggressiva di Vladimir Putin, l'Arabia Saudita del principe Mohammed bin Salman, proiettata verso il cambiamento. Per capire l'accelerazione del trumpismo si tornerà al 2008 con il fallimento di Lehman Brothers che non ha solo scatenato il panico finanziario a livello mondiale - generando conseguenze anche per i distretti industriali italiani come quello di Fabriano la cui tradizione industriale della carta ha risentito molto della crisi - ma ha anche generato i movimenti di piazza (da Occupy Wall Street al Tea Party) che hanno spianato la strada al movimento Maga (Make America Great Again) e quindi a Donald Trump. Con il commento, tra gli altri, della direttrice dell'Istituto Affari Internazionali di Roma Nathalie Tocci e del direttore dell'Ispi Paolo Magri si esplorerà quindi come il trumpismo continui a mettere in discussione il concetto di globalizzazione.
Published at: 2026-01-13 15:33:51
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