Una tecnologia progettata per salvare vite ha creato un senso d’immunità quasi totale, rendendo la catastrofe della guerra un disagio tollerabile, se non addirittura uno sterile prodotto di consumo, qualcosa che viene assorbito con indifferenza nella vita di tutti i giorni, a metà strada tra il notiziario della sera e una consegna a domicilio. Questo costo, naturalmente, è sostenuto in modo sproporzionato dai cittadini palestinesi di Israele, che rispetto agli israeliani ebrei hanno un accesso ridotto a rifugi più sicuri e in alcuni casi vivono in quelle che sono classificate come “aree aperte”: l’Iron dome è programmato per lasciar cadere i missili su queste aree, oppure per far esplodere i missili intercettori nello spazio aereo che li sovrasta. Dal sistema di difesa missilistica Arrow (freccia), entrato in funzione nel 2000, all’Iron dome (2011), fino a David’s sling (la fionda di Davide, attivo dal 2017): ogni novità ha ampliato il senso di protezione degli israeliani, riducendo così la percezione della vulnerabilità: quando il tetto è sigillato ermeticamente, non serve a niente cercare una via d’uscita politica o immaginare un futuro oltre il conflitto.
Author: Internazionale
Published at: 2026-04-02 10:00:00
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