Sotto il diluvio di Roma, la meraviglia imperfetta di Valentino: il trionfo delle “Interferenze” di Alessandro Michele

Sotto il diluvio di Roma, la meraviglia imperfetta di Valentino: il trionfo delle “Interferenze” di Alessandro Michele


Da un lato la scala quadrata di Bernini, ampia, solenne, un dispositivo di affermazione che guida il passo e rassicura disciplinando il corpo; dall’altro la scala ellittica di Francesco Borromini, che curva la geometria, disorienta, costringe a negoziare il proprio equilibrio. Da un lato una costruzione quasi liturgica del drappeggio — quel linguaggio che Valentino Garavani aveva elevato a forma di preghiera visiva — dall’altro il gusto micheleiano per la deviazione, per l’asimmetria, per ciò che è “un po’ storto” e proprio per questo vitale. In questa frase c’è tutta la sua posizione dentro Valentino: non la volontà di restaurare un ordine perfetto, né quella di sabotarlo per il gusto del rumore, ma il tentativo di abitarlo e incrinarlo dall’interno.

Author: Ilaria Mauri


Published at: 2026-03-13 10:43:55

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