Sono curioso di sapere su cosa indagherà la nuova commissione renziana anti-fake news

Sono curioso di sapere su cosa indagherà la nuova commissione renziana anti-fake news


Mentre da un lato la destra è impegnata, non da sola, a cambiare la Costituzione riducendo l’indipendenza della magistratura con il preciso intento di sottoporre l’esercizio dell’azione penale al controllo della politica, minando la ricerca delle verità più scomode per il potere che conta, dall’altro è riuscita a trovare una larghissima intesa su una proposta mossa da IV (in particolare da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi), che pare aver convinto tutti tranne i 5 Stelle (astenuti), volta a proteggere i cittadini dal rischio di essere inondati di falsità, capaci di viziare la libera formazione dell’opinione pubblica. Ed all’articolo 2: “indagare sulle attività di diffusione massiva di informazioni e contenuti illegali, falsi, non verificati o dolosamente ingannevoli, nonché di indebita acquisizione” ed ancora: “verificare se l’attività di disinformazione sia riconducibile a soggetti, gruppi od organizzazioni, anche aventi struttura internazionale, che si avvalgano anche del sostegno finanziario di soggetti interni o esteri, con lo scopo di manipolare l’informazione e di condizionare l’opinione pubblica, in modo particolare in occasione di consultazioni elettorali o referendarie” ed ancora: “elaborare proposte di intervento normativo volte a garantire la piena riconoscibilità e l’imputabilità dei soggetti che pongono in essere condotte illecite attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, nonché dei promotori di attività di disinformazione che istighino all’odio e si propongano di compromettere l’incolumità e la sicurezza pubblica”. Infatti guardare dentro le grandi campagne di disinformazione volte ad influenzare la formazione dell’opinione pubblica italiana soprattutto in coincidenza di campagne elettorali oppure in relazione a gravi fatti di portata internazionale, come la guerra, rischierebbe di far mettere nel mirino della Commissione “entità” non estranee al perimetro delle relazioni strategiche del Governo Meloni, che spaziano dai guru tecno-capitalisti americani, ricordiamo Elon Musk accolto come un Capo di Stato o le più recenti incursioni capitoline di Peter Thiel, anima di Palantir, fino al capo del Cremlino i cui favori sembrerebbero non più una esclusiva leghista dopo il recentissimo affare Cirielli (FdI), passando naturalmente per il Governo Netanyahu e la irrisolta vicenda Paragon.

Author: Davide Mattiello


Published at: 2026-03-16 17:18:12

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