Servizi: Mercy: Sotto accusa, se il giudice è una IA

Servizi: Mercy: Sotto accusa, se il giudice è una IA


A più di vent’anni dall’uscita di Minority Report (2002), è nelle sale un nuovo film che si pone la medesima domanda: è possibile costruire un sistema giudiziario perfetto, capace di prevenire il crimine, eliminare l’errore e garantire sicurezza assoluta? In Minority Report è John Anderton/Tom Cruise, architetto operativo di Precrime, in Mercy si tratta di Chris Raven/Chris Pratt, co-creatore del sistema automatizzato di Mercy, entrambi sono dei “veri credenti” traditi, operatori al disopra di ogni sospetto e punte di diamante di una struttura che promette ordine e verità, finché non gli accade di diventarne essi stessi vittime. Rispetto a Minority Report la storia di Mercy: Sotto accusa è ambientata entro limiti più ristretti di tempo e di luogo, novanta minuti di tempo reale e una “aula” di tribunale, e il crimine è già stato commesso perché l’algoritmo non “vede” il futuro, ma calcola il presente sulla base di dati incompleti, probabilità, modelli statistici.

Author: Arturo Fabra


Published at: 2026-01-17 23:00:00

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