Nell’Italia ormai spezzata a metà dagli sbarchi degli Alleati, che prima di invadere la “Fortezza Europa” partendo dalla Normandia, avevano scelto di colpire quello che Churchill chiamava il “Ventre molle dell’Asse”, ossia la penisola italiana, Benito Mussolini si apprestava a raggiungere il Castello di Klessheim, palazzo barocco a pochi chilometri da Salisburgo, per incontrare il suo dispotico alleato, il Führer che nel 1938 aveva annesso l’Austria, per affrontare tre temi importanti per la Repubblica Sociale: lo stato delle forze armate, la situazione politica ed economica. I fogli che Mussolini aveva portato con sé al Castello di Klessheim erano finiti in una casa d’aste torinese, e ora sono stati sequestrati dal Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, un reparto specializzato nel contrasto ai crimini contro l'arte e il loro “traffico”, che li ha consegnati all’Archivio Centrale dello Stato. L’attenta analisi condotta dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, che ha previsto una comparazione grafologica, analisi del tratto, confronto con autografi certi, ha autenticato la provenienza dei fogli: sono stati scritti da Mussolini in persona, e il contenuto “corrisponde in molti punti agli argomenti trattati da Mussolini e dal suo ristretto gruppo di collaboratori durante l’incontro con il Führer del 22 aprile 1944 a Salisburgo”, l’incontro che venne svolto al Klessheim dove Hitler incontrò anche Horthy, Antonescu, Tiso, e Pavelić, i “reggenti” degli stati allineati dell’Est.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Davide Bartoccini)
Published at: 2026-02-23 20:06:50
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