Al rapimento, stando alla sua versione, avrebbero partecipato anche due uomini che l’hanno chiusa in una stanza senza finestre per poi liberarla il giorno seguente, accompagnandola fino a sotto casa: “La mattina – era la ricostruzione della donna – mi hanno fatto uscire con i miei piedi, non mi hanno legata, non mi hanno imbavagliata, non mi hanno fatto del male e non hanno parlato con me. Le intercettazioni telefoniche e telematiche, i tabulati e le telecamere videosorveglianza presenti nella zona, che hanno immortalato il tragitto percorso da Tiziana Iaria, hanno raccontato una storia completamente diversa consentendo alla polizia e alla Procura di accertare che si è trattato di un finto rapimento. Per questo motivo, in realtà, il mese prima del suo finto rapimento, Tiziana Iaria aveva ricevuto un avviso di garanzia firmato dal procuratore aggiunto Stefano Musolino che l’accusava di “esercitare abusivamente la professione di psicologa-psicoterapeuta, svolgendo colloqui psicologici e di psicoanalisi presso lo studio sito in Reggio Calabria, Via DeiCorrettori nr.20, senza essere iscritta all’albo degli psicologi previo conseguimento del relativo diploma di laurea”.
Author: Lucio Musolino
Published at: 2026-02-02 18:09:31
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