“I lavoratori portuali di circa 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando per Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina, hanno manifestato e scioperato insieme – hanno sintetizzato gli organizzatori – per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra, per opporsi agli effetti dell’economia di guerra su salari, pensioni, diritti e condizioni di salute e sicurezza. Per bloccare le spedizioni di armi dai nostri porti verso qualsiasi zona di guerra; per chiedere un embargo commerciale su Israele; per opporsi al piano di riarmo dell’UE e la militarizzazione di porti e infrastrutture strategiche; per respingere il riarmo come alibi per introdurre ulteriori privatizzazioni e automazione dei porti”. “È stata una giornata di lotta e di solidarietà internazionale – ha detto José Nivoi, per Usb Mare e Porti – la dimostrazione che si può concretamente fare qualcosa contro la guerra, le aggressioni, le rapine di risorse e contro gli effetti dell’economia di guerra, mettendo insieme più sindacati di più paesi”
Author: Pietro Barabino
Published at: 2026-02-07 09:57:25
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