Un titolo che sembra scritto sotto dettatura da un ufficio marketing della Democrazia Cristiana anni 50 o da un consulente di Palazzo Chigi a caccia di consensi facili tra i nostalgici del neomelodico istituzionalizzato. In un periodo storico dove non c’è letteralmente niente da ridere, lui resta l’unica garanzia di un’assurdità lucida, l’unico in grado di prenderci per mano e portarci altrove, lontano da questo Festival che, come l’Italia attuale, non sa più se vuole essere un’avanguardia o un museo delle cere. Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.
Author: Sostenitore
Published at: 2026-03-01 09:38:18
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