La defenestrazione di Lovaglio è stata agevolata dalla richiesta della Banca Centrale Europea di inserire dei nomi di “altissimo profilo” nella lista dei candidati al nuovo consiglio di amministrazione di Mps, che viene promossa dal cda uscente con le nuove regole varate dal governo Meloni negli anni in cui Caltagirone usciva perdente dai tentativi di mettere le mani sul board delle Generali che si auto-rinnovava con il placet di Mediobanca. Amministratore delegato di Acea, la società romana dell’acqua e della luce di cui il costruttore-editore ha in mano il 5% circa, Palermo è in procinto di concludere un mandato che si era aperto con il clamore delle accuse di sessismo da parte di alcune addette alla sicurezza che un’inchiesta svolta dal comitato etico interno aveva però definito infondate, tanto che il consiglio di amministrazione gli aveva prontamente rinnovato la fiducia. Ma il titolo per l’alto profilo non gli viene da Acea, bensì dal ruolo di amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, che era riuscito a conquistare a sorpresa nel 2018, complice lo scontro tra il titolare del Tesoro Giovanni Tria e i partiti di governo (Lega e M5S) che non vedevano di buon occhio il suo candidato, Dario Scannapieco, ritenuto troppo vicino a Mario Draghi.
Author: Gaia Scacciavillani
Published at: 2026-03-04 21:31:43
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