Il direttore del Fatto riconosce il logoramento dell’immagine della magistratura, ma ne contesta la narrazione dominante: “È vero che la magistratura ha perso molto consenso, dopo 30 anni di campagne di sputtanamento a reti unificate e di inefficienza della giustizia, causata da leggi assurde che però poi vengono attribuite alla magistratura perché poi è il giudice che tu vedi quando ti rinviano il processo per dieci anni”. E sottolinea: “Se passa l’idea, che poi è la verità, che questa riforma premia la casta politica a danno della magistratura, la gente non ci sta. L’idea che la politica vada da sopra alla magistratura fa incazzare anche quelli che sulla magistratura hanno dei dubbi e cominciano a capire che c’è un terzo soggetto, che non è la guerra fra politici e magistrati, siamo noi cittadini”.
Author: F. Q.
Published at: 2026-01-31 12:06:34
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