I protagonisti di Reanimal, però, sono molto più agguerriti e questo si traduce in diverse sequenze di combattimento e in confronti coi boss che non prevedono solo la fuga a perdifiato da enormi nemici apparentemente invincibili (un marchio di fabbrica che ovviamente persiste), ma anche momenti di scontro decisamente scenografici, che portano i piccoli ad avere la meglio fisicamente sui mostri, a volte sfruttando la superiorità numerica, dal momento che, in alcuni frangenti, si è persino in cinque. Pur preservando la possibilità di giocarlo da soli, è chiaro che Tarsier abbia lavorato a Reanimal con un occhio di riguardo per la modalità cooperativa, ispirandosi ai lavori di Hazelight Studios come Split Fiction: ci sono momenti in cui i due giocatori si dividono dei compiti, come per esempio guidare e sparare, o in cui devono muovere i personaggi in modo coordinato perché sono fisicamente legati l'uno all'altro. Le tematiche sono - se possibile - ancora più allusive di quelle di Little Nightmares: si parla di abuso, di isolamento, di solitudine e di lutto in maniera sempre figurata, ma la sensazione angosciosa che si percepisce mettendo piede in quelle ambientazioni è decisamente più soffocante.
Author: https://www.facebook.com/fabio.felice.3
Published at: 2026-02-11 16:00:00
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