Raid aerei, truppe sul campo e scudo navale: ecco come Trump potrebbe liberare lo Stretto di Hormuz

Raid aerei, truppe sul campo e scudo navale: ecco come Trump potrebbe liberare lo Stretto di Hormuz


Nei primi giorni delle operazioni militari congiunte di Stati Uniti e Israele in Iran, sembrava che l’esito del conflitto sarebbe dipeso dall’efficacia dei bombardamenti dei palazzi del potere di Teheran o da una possibile missione delle forze speciali americane volta a recuperare e a mettere in sicurezza l’uranio arricchito del regime degli ayatollah nascosto nei sotterranei dell’impianto nucleare di Isfahan. Lo slittamento del campo di battaglia favorisce Teheran permettendo al regime di guadagnare tempo per compattare e consolidare il fronte interno e di continuare, bloccando lo Stretto di Hormuz, ad esercitare pressione sugli alleati degli Usa, già oggetto di attacchi con droni e missili balistici da parte del Paese sciita, e sui mercati energetici globali. Ancora una volta, insomma, appare difficile anticipare le mosse di Donald Trump che, da commander in chief (e moderno Sun Tzu), punta sul suo essere imprevedibile per sparigliare le carte dell’avversario e per evitare che gli aumenti dei costi energetici e la conseguente sconfitta politica svuotino di importanza la vittoria militare della superpotenza.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Valerio Chiapparino)


Published at: 2026-03-15 15:08:34

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