Quei voti alla Salis da parte dei No Tav. E il suo "piano casa" naufraga in Europa

Quei voti alla Salis da parte dei No Tav. E il suo "piano casa" naufraga in Europa


Il bacino elettorale di Ilaria Salis è lo stesso in cui si cercano i delinquenti del giro No Tav, ergo anarchici, centri occupati o cosiddetti "esperti del disordine": non perché votare Avs, alle Europee, equivalesse a votare lei, anche perché a Milano, per esempio, da galeotta prese 21.271 preferenze sui 53.137 voti di Avs, il 40 per cento; altri 6 elettori su 10 votarono Avs senza indicarla, è la democrazia, non è questo il ragionamento: pur restando interessante che lei abbia fatto il pieno nei quartieri periferici dove la sera è meglio restare in casa. Da qui una mobilitazione a grappoli, in ordine sparso: la rete antagonista "Milano in Movimento" (c'era alle manifestazioni per le Olimpiadi) con lo slogan "Noi votiamo Ilaria Salis", altri soggetti "olimpici" come gli antagonisti di "InfoAut" con "un voto che per una volta serve" per poi passare a "Rivoluzione Anarchica" dove circolò un testo specifico sulla candidatura, e poi i luoghi-nodo; anzitutto il centro Askatasuna, corpo unico con le mobilitazioni criminali dei No Tav (criminali nel senso di condannate in tribunale) e poi un incontro classico in Valsusa a Chianocco, alla Taverna Tortuga; Roberto Salis si passò poi tutte le sorelline di Askatasuna dello stivale, compreso l'ospedale psichiatrico napoletano ribattezzato "Je so' pazzo" (non stiamo inventando) già trasformato in casa del popolo, dopodiché, ovviamente, il Salis non trascurò "Spin Time" a Roma (occupazione abitativa con numeri da condominio: centinaia di residenti dal 2013) e altre meraviglie, compresi altri spazi romani che accoglieranno una neo manifestazione di Askatasuna il 28 marzo. La mappa elettorale è un itinerario di devianze e di illegalità programmatiche come pure lo è il curriculum di Ilaria Salis, eletta in un'istituzione in teoria per sfasciarla, cresciuta in centri sociali, con condanne definitive, occupatrice di case pubbliche, segnalata come fiancheggiatrice di imputati per terrorismo poi condannati per porto di armi da guerra, usando poi lo Stato come scudo (l'immunità a Bruxelles) mentre ha sempre parlato dello Stato come nemico.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Filippo Facci)


Published at: 2026-02-11 04:00:03

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