Ci ha provato il presidente francese, Emmanuel Macron, ma la sua azione, prontamente respinta da Putin che non gli ha riconosciuto un ruolo da frontman europeo, si è presto rivelata un’iniziativa dell’Eliseo per mettersi alla testa di un fantomatico gruppo di Paesi Ue (lo farà qualche anno dopo inventandosi, insieme al britannico Keir Starmer, l’eterogeneo gruppo dei cosiddetti Volenterosi) e non partorita nei palazzi di Bruxelles. La prova più chiara sono state le elezioni europee del giugno 2024, al termine delle quali la riconfermata Ursula von der Leyen ha formato la squadra di commissari per il secondo mandato affidando la diplomazia di un intero continente, che da oltre due anni viveva una situazione di conflitto alle porte, all’ex primo ministro di uno tra i Paesi contrari al dialogo con la Russia: Kaja Kallas. È vero che si è riusciti a superare la dipendenza dalle materie prime russe differenziando i fornitori, ma con l’avvento di Trump è aumentato il rischio di una nuova dipendenza, questa volta dagli Stati Uniti, più rischiosa e più costosa, soprattutto dopo la nuova stagione dei dazi che il tycoon ha inaugurato contro tutti i Paesi del mondo con i quali gli Stati Uniti hanno un saldo commerciale troppo negativo.
Author: Gianni Rosini
Published at: 2026-02-24 06:58:07
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