In alcune simulazioni, la capacità cinese di generare fuoco quotidiano contro obiettivi sull’isola e contro le basi americane nel Pacifico raggiunge livelli impressionanti: migliaia di missili e munizioni di precisione al giorno, con un impatto devastante soprattutto sugli aeroporti e sulle infrastrutture critiche. Il motivo è presto detto: la Cina, infatti, dispone di un vasto arsenale di missili balistici e da crociera in grado di colpire in massa aeroporti, piste e infrastrutture logistiche. Anziché affidarsi principalmente a grandi basi aeree vulnerabili e a una forza concentrata, il report dello Hudson Institute suggerisce una struttura articolata su tre pilastri: una “Edge Force” avanzata e mobile, capace di operare senza dipendere da piste tradizionali; una “Pulsed Force” in grado di colpire a lunga distanza da basi più sicure; e una “Core Force” riorganizzata per garantire resilienza, dispersione e capacità di comando e controllo avanzate.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Federico Giuliani)
Published at: 2026-02-22 06:00:57
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