Quella zona ormai è ripulita dal rischio, durato decenni, dei missili di Hamas che, uno dei proxy di Teheran, aveva fatto dei bombardamenti una costante della vita della zona, un prodromo del 7 ottobre 2023 per distruggere lo Stato Ebraico: Hamas adesso non spara più, e anche gli Houthi non si sentono; invece ferve lo scontro con gli Hezbollah e Israele affronta anche questo pericolo per lasciar vivere in pace la gente che sul confine nord non dorme da decenni, tormentata su incarico iraniano. Ma chi lo sente chiosa, interpreta, scrive che 1) annuncia la sua uscita da un guaio; 2) pianterà lì Israele da solo; 3) dice cose opposte e questo significa che è confuso o che non ha una strategia; 4) ha capito che il regime è troppo forte; 5) sceglie il petrolio sulla vita della povera gente oppressa. Negli ultimi due giorni i B2 e altri aerei americani colpiscono obiettivi di fondamentale importanza strategica, uno a uno, con pazienza, scavando voragini che disegnano l'impossibilità che il regime torni al progetto atomico e missilistico che è la sua vita.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Fiamma Nirenstein)
Published at: 2026-03-14 11:00:09
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