Sarà colpa della mia senilità precoce, che mi ha reso intollerante alla vacuità, ma io proprio non sopporto, ed uso un eufemismo educato, la passerella in ospedale dei politici – destra o sinistra non fa differenza perché per un selfie si ritrova unità parlamentare – che vanno a manifestare la personale gratitudine ai medici che hanno in cura i feriti di una strage che ha scosso l’opinione pubblica, quale è quella, ad esempio, di Crans-Montana. Avrei aggiunto polemicamente “questo è un ospedale pubblico, dove avete disinvestito a favore dei privati mentre questi, adesso, quali impegni hanno assunto per questi poveri ragazzi?” fino alla chiosa finale, che ce l’ho proprio qui, in punta di lingua, che non userò mai per leccare il culo al potente di turno: “Non so cosa farmene della sua gratitudine, oggi, ieri e domani, io sono un medico, io sono una persona seria, i pazienti sono tutti uguali anche se non sono illuminati dai riflettori perché noi siamo in guerra tutti gli altri 364 giorni.” Smettetela di violare la sacralità di un ospedale e di usare i riflettori di una tragedia per le vostre passerelle narcise e se ne avete, davvero, bisogno impulsivo, allora specchiatevi nella vostra coscienza e chiedete a lei se siete davvero degni di usare gratitudine nei nostri confronti e noi, magari, di dirvene grazie; ma, state sereni, almeno per quest’ultima sono io a darvene risposta, perché sarò anche vecchio ma non ho perso ancora la memoria: no, grazie.
Author: Sostenitore
Published at: 2026-01-11 06:30:02
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