Sull'attacco a Teheran "ci sono tanti punti interrogativi, ma è logico che la fine di Ali Khamenei sarebbe per tanti iraniani una grande festa": a raccontarlo in un'intervista all'ANSA è Pegah Moshir Pour, attivista e scrittrice iraniana, che questa mattina si è svegliata con la notizia dell'offensiva di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, il paese dove è nata e che insieme alla famiglia ha lasciato quando aveva 9 anni per fuggire dal regime. Il nodo, spiega, non è solo la Guida Suprema ma "tutto quello che si è stratificato negli anni, a partire dai Pasdaran, che non si sa se deporranno le armi", come li ha invitati a fare il presidente Donald Trump minacciando "morte certa" in caso contrario. E ancora: "Non possiamo pensare che dei 14enni che non hanno avuto un'adolescenza o un'infanzia e che sanno che non avranno un futuro in un paese portato avanti dagli Ayatollah possano sperare in un fiore e non in una bomba" dice Moshir Pour che spera che le violenze cessino il prima possibile e che gli iraniani possano un giorno "decidere del proprio futuro attraverso delle elezioni democratiche e trasparenti".
Published at: 2026-02-28 18:01:36
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