Non esiste alcun rapporto di intelligence che affermi che l'Iran fosse in procinto di attaccare chicchessia, né che si stesse dotando di una bomba atomica, e nessuno ha mai corroborato l'ipotesi che abbia o stia sviluppando missili in grado di raggiungere gli stessi Stati Uniti Mentre il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, avvertiva i suoi concittadini di rifugiarsi nei bunker in attesa della risposta iraniana, il presidente americano Donald Trump aveva già “chiarito” i dettagli e gli obiettivi dell’operazione, cioè “distruggere il programma missilistico” di Teheran, “annientare la marina militare iraniana” ed “eliminare la capacità operativa delle milizie sostenute dall’Iran”, oltre che – in una riedizione di quanto già detto dopo gli strike di giugno scorso, prima che uscisse la notizia che Teheran era riuscita a mettere in salvo un certo quantitativo di uranio altamente arricchito – di “fare in modo che l’Iran non abbia mai la bomba atomica“. Il tycoon americano nella seconda parte del suo discorso ha avvertito di “possibili vittime americane” nel corso di questa guerra, sacrificabili a suo avviso sull’altare di un non circostanziato “futuro”, di una “nobile missione“, e ha ribadito alla Nazione che questo attacco è giustificato dalla “quarantasettennale ostilità iraniana verso gli Usa”, riassumibile negli slogan rivoluzionari come “morte all’America“, dagli attacchi di milizie filo iraniane agli Usa negli anni ’80 e dopo l’invasione dell’Iraq nei primi del 2000, e dal fatto – sul quale non esiste alcuna prova, anzi, esiste una smentita ufficiale del ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi in una intervista dei giorni scorsi, durante i vani negoziati con gli Stati Uniti – che l’Iran starebbe sviluppando missili a lungo raggio in grado di colpire gli Stati Uniti.
Author: Lorenzo Forlani
Published at: 2026-02-28 12:11:34
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