L’aspetto più sconcertante dell’operazione avviata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha portato finora all’arresto del presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammed Hannoun, e di altri, è senza dubbio il fatto che si regge quasi esclusivamente sull’abbondante documentazione probatoria inviata da organismi militari e di sicurezza israeliani e, in misura notevolmente minore, statunitensi. E’ a seguito di questo bagno di sangue che sono emerse le prove che dimostrerebbero la destinazione ad Hamas delle somme raccolte in Italia, ufficialmente devolute ad organizzazioni umanitarie e caritatevoli, per tentare di attenuare le indicibili sofferenze dei Palestinesi di Gaza, cui l’occupazione israeliana continua a negare l’accesso a beni essenziali per la sopravvivenza quali acqua, cibo, medicinali e coperte, indumenti e strutture idonee a proteggersi da piogge, freddo e maltempo. Date le circostanze del reperimento e la natura delle autorità responsabili dell’invio, specialmente in considerazione del fatto che si tratta di parti decisive e operative di uno Stato che è sotto accusa per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, la documentazione in questione avrebbe dovuto essere sottoposta a un vaglio più che attento.
Author: Fabio Marcelli
Published at: 2025-12-31 06:05:18
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