Per la prima volta dall’inizio del conflitto e dopo l’attacco che ha centrato in pieno la base, un giornalista e un fotografo, Francesco Circosta, possono entrare per toccare con mano la situazione. “Nella notte fra l’11 ed il 12 marzo eravamo già in stato di preallarme quando, non è ancora chiaro se un missile o un drone ad alto potenziale, ha eluso i sistemi di sicurezza della coalizione impattando all’interno del campo” spiega il comandante. Nonostante i bombardamenti e l’ “alleggerimento” con l’evacuazione di personale non indispensabile, i soldati italiani rimangono a Camp Singara, in massima allerta, ottenendo il plauso delle autorità locali, che temono di venire abbandonate e non vogliono questa guerra.Il colonnello Pizzotti, in tenuta da combattimento, non ha peli sulla lingua: “E’ una situazione di crisi ed emergenza, ma siamo soldati addestrati anche per questo”.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Fausto Biloslavo)
Published at: 2026-03-22 11:00:43
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