Napoleone è un immortale. La sua leggenda continua

Napoleone è un immortale. La sua leggenda continua


L'ombra della rivoluzione è il sottotitolo che rende esplicito il Napoleone di Bart Van Loo (Mondadori, traduzione di Chiara Nardo, 490 pagine, 27 euro), una biografia scritta con il piglio di una marcia militare e che cerca di far luce su quanto e come il capitano e poi generale di artiglieria Bonaparte, in seguito Primo Console e poi Imperatore di Francia abbia avuto a che fare con il 1789, la Bastiglia, la fine dell'Ancien Régime e la triade, più strombazzata che messa in pratica, Liberté-Egalité-Fraternité. ", con cui Napoleone liquida l'atteggiamento con il quale, il 20 giugno 1792, Luigi XVI accetta sul berretto rosso la coccarda tricolore impostigli alle Tuileries dalla folla parigina che ha invaso il palazzo, e beve a canna alla salute del popolo, c'è da un lato la constatazione che "il re si è umiliato e in politica chi si umilia non si risolleva"; ma dall'altro c'è la consapevolezza che se non si è capaci di usare la forza, tanto vale rassegnarsi a non comandare: "Avrebbero dovuto falciarne qualche centinaio con il cannone. È una forma di governo che arriva dopo il Terrore e vede il ritorno alla vita civile di quei rivoluzionari che, se Robespierre non fosse finito sulla ghigliottina, vi sarebbero saliti al suo posto La moda dei giovani aristocratici sopravvissuti alla mattanza vede un filo rosso attorno al collo, un rimando al sangue che è stato loro risparmiato ma che i loro parenti hanno versato Ora i capelli si portano lunghi, le donne indossano abiti di tulle trasparenti, è tornato il lusso: quanto alla corruzione, non se n'è mai andato: "Vedere la condizione morale di questo Paese mi fa scivolare verso l'abisso" scrive Napoleone al fratello Giuseppe.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Stenio Solinas)


Published at: 2026-01-06 04:00:02

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