Si tratta di una donazione che - come è stato in grado di ricostruire «il Giornale» - sarebbe sfumata per l’opposizione dell’ex direttore di Aifa Nicola Magrini, il «no» dell’ex direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito e i non precisati silenzi dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, senza parlare dell’interessamento sospetto (https://www.ilgiornale.it/news/interni/strani-affari-societ-biotech-vicina-pd-e-bluff-delle-2585135.html) di Pd, grillini e renziani. La spiegazione di Locatelli non si era fatta attendere: «Applicare il principio di precauzione significa cercare di prevedere le possibili evoluzioni di un determinato stato (con stato intendo quello epidemiologico, infettivo e l’evoluzione o cambiamento di uno stato di salute) e adottare misure che possano andare a impattare, in termini di prevenzione, eventuali diffusioni maggiori o minori ed anche trattamenti medici, qualora il principio di precauzione si riferisca agli stessi». Ed è qui che la risposta dell’ex presidente del Consiglio Superiore di Sanità si fa interessante ed apre spiragli di responsabilità pesantissimi sulla vicenda della mancata donazione di 10mila monoclonali: «Un principio di precauzione può essere quello di proteggere il più possibile categorie a rischio, quindi, di fatto, adottare tutta una serie di misure che vengano a ridurre la probabilità che queste popolazioni a rischio vadano incontro a un fenomeno di contagio.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Felice Manti)
Published at: 2026-01-04 16:23:03
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