Grazie alla sua traiettoria di volo a bassa quota e ai suoi sistemi di guida avanzati, una volta lanciato dai moduli di lancio verticali delle unità di superficie o dai lanciatori dei sottomarini, il missile Tomahawk, che misura circa sei metri ed è spinto da un piccolo motore turbofan, può eludere le difese aeree nemiche volando a un’altitudine compresa tra i 30-50 metri dal suolo con una velocità di 880 km/h e l'ausilio di un sistema di telecamere che monitora la coincidenza della traiettoria computerizzata durante l’intera corsa sul bersaglio. Tra gli obiettivi presi in esame dagli analisti ci sarebbero di nuovo gli impianti nucleari, come Natanz e Isfahan, il quartier generale e i centri di comando dell’Irgc, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, e quelli della Basij, la forza paramilitare agli ordini degli Ayatollah, ma anche basi militari dove sono schierate difese aeree e dove si ritiene possano essere custodite delle scorte di missili balistici, sebbene queste siano notoriamente basi sotterranee e ben fortificate che richiedono armi con un’elevata capacità di penetrazione come le Gbu-57, le Massive Ordnance Penetrator sganciate da B-2 nell’operazione Midnight Hammer. Per questo si ritiene più probabile che gli attacchi di precisione sferrati con i Tomahawk verrebbero lanciati contro installazioni radar, difese aeree, piste di decollo su cui potrebbe fare affidamento la ridotta forza aerea iraniana, o sulle basi navali, nel caso di un’operazione offensiva su vasta scala, mentre nel caso di un “raid chirurgico” su obiettivi ben selezionati nei centri urbani, sebbene il rischio di vittime collaterali potrebbe spingere a riconsiderare il valore effettivo di questo tipo di obiettivi.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Davide Bartoccini)
Published at: 2026-02-18 17:09:43
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