La prova offerta nel conflitto iraniano non può non suscitare più di una perplessità: i paesi dell’Unione, non parlo dell’Ungheria di Orbán che ormai ha di fatto un rapporto virtuale con la Ue finalizzato al sabotaggio, ma i principali membri, quelli che dovrebbero esserne il nucleo sono andati ognuno per proprio conto. Anche la messa in campo di una serie di reparti, aerei e navi, ognuno con la propria bandiera, per dar man forte e proteggere Cipro dalla reazione iraniana non ha visto una mobilitazione di gruppo sorretta da una forte volontà politica ma è la conseguenza di un trattato che obbliga i paesi membri ad assicurare la solidarietà - anche militare - ad un paese dell’Unione che fosse aggredito dall’esterno. Una consapevolezza che però non ha spinto la Ue, o parte di essa, a mettere in campo l’embrione di un esercito europeo (e meno male, ironia della sorte, che c’è l’esercito ucraino che ci protegge sul fronte russo) e neppure a svolgere un’iniziativa diplomatica comune, quale che sia, sull’Iran, su Trump e su Israele.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Augusto Minzolini)
Published at: 2026-03-07 11:00:18
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