L’allerta raggruppava otto casi SAR (ricerca e soccorso, ndr) distinti, corrispondenti a otto imbarcazioni partite da Sfax, sulla costa orientale della Tunisia, tra il 14 e il 21 gennaio 2026, con a bordo il seguente numero di persone: rispettivamente 49, 54, 50, 51, 36, 42, 53 e 45 tra donne, uomini e bambini, per un totale di circa 380 persone. La denuncia di Mediterranea è stata rilanciata anche a livello politico: Sandro Ruotolo, europarlamentare del Partito democratico ha presentato una interrogazione: “Alla luce dell’obbligo dell’Unione europea di tutelare la vita umana in mare e di garantire il coordinamento delle attività di ricerca e soccorso, chiediamo alla Commissione: perché non si sia ancora espressa pubblicamente su questa tragedia; se abbia attivato un confronto con le autorità dei Paesi coinvolti per ottenere dati affidabili e rafforzare immediatamente le operazioni di ricerca e salvataggio; quali misure intenda adottare per garantire un coordinamento efficace tra Stati membri e Paesi terzi, affinché tragedie di tale portata ricevano risposte tempestive, concrete e adeguate”. Sempre dal Pd, il deputato Matteo Orfini fa sapere di aver presentato una interrogazione al ministro Piantedosi: “Il Governo deve spiegare all’Aula perché non sono state attivate procedure di emergenza straordinarie e perché si è scelto di ignorare le grida di aiuto che arrivavano da quelle imbarcazioni già ore prima che il ciclone colpisse.
Author: Valerio Cattano
Published at: 2026-02-02 18:07:00
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