Il tycoon in un'intervista alla Nbc ha sostenuto che l'Iran voglia "stringere un accordo", ma ha chiarito che i termini per chiudere la partita dovrebbero essere "molto solidi" e ancora non lo sono. La retorica del commander in chief sul fatto che "non c'è più niente da distruggere" in Iran fa a pugni con la realtà di una forza armata nemica ancora in grado di lanciare missili e droni (seppur con meno intensità) su Israele e sui Paesi del Golfo. La linea anti-negoziato dell'Iran è stata confermata dal capo della diplomazia: "Avevamo colloqui in corso quando hanno deciso di attaccarci ed è la seconda volta" che succede, ha sottolineato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in riferimento ai raid Usa di giugno.
Published at: 2026-03-15 20:00:25
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