Tra i palazzi sventrati e le strade coperte di polvere della periferia sud di Beirut, all'alba risuona il timbro grave di un violoncello. A Haret Hreik, uno dei quartieri della capitale libanese più colpiti dalla furia di Israele, il musicista libanese Mahdi Sahili ha scelto di sedersi tra le macerie e suonare due brani di Antonin Dvorak e Aram Khatchatourian. E racconta con poche immagini il dolore causato dalla guerra, ricordando altri gesti simili nati nelle martoriate città: il pianoforte suonato tra le rovine del campo palestinese di Yarmuk a Damasco da Ayham Ahmad e il violoncello del musicista bosniaco Vedran Smailović che, durante l'assedio di Sarajevo, suonava tra le strade bombardate sfidando i cecchini.
Published at: 2026-03-17 17:57:03
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