Le accuse nei suoi confronti – frode nelle pubbliche forniture, falso e abuso d’ufficio – si inserivano nella maxi inchiesta sugli acquisti di dispositivi di protezione individuale dalla Cina, un’operazione da oltre 800 milioni di pezzi e più di un miliardo di euro. Il proscioglimento di Fabbrocini si inserisce dunque in questo solco: un’inchiesta partita nel pieno dell’emergenza Covid, tra sospetti su forniture irregolari e dispositivi ritenuti in alcuni casi non conformi, e arrivata a valle di una riforma normativa che ha ridefinito i confini stessi della responsabilità penale nella pubblica amministrazione. L’Agenzia per le Dogane invece – come anticipato all’epoca dal Fatto – ha invece ribadito che i dispositivi erano coerenti con le normative vigenti e che la Procura di Gorizia, da dove partì l’inchiesta parallela per truffa in pubbliche forniture, si era rivolta a un laboratorio non autorizzato.
Author: Vincenzo Bisbiglia
Published at: 2026-03-31 12:47:17
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