Mare e politica nella bizzarra eleganza delle isole Brioni

Mare e politica nella bizzarra eleganza delle isole Brioni


«Quando siamo arrivati la prima volta a Brioni ci sembrava di essere sul set di un film di Wes Anderson», scrivono Sabina e Reiner Opoku, art producer e viaggiatori che all’arcipelago di 14 isole, pressoché disabitato, al largo di Pula, in Croazia, hanno dedicato “Brioni Islands”, libro-guida pubblicato da Skira e il primo a raccontare la loro ricca e bizzarra storia. Le compra dunque per 75mila gulden (pari a circa 1 milione di euro) e dopo aver assunto quello che oggi definiremmo un landscape designer, Aloisie Zuffar, per ingentilire isole usate solo come cave dalla repubblica di Venezia, e costruito il primo hotel, non fa però i conti con la zanzara anofele, portatrice della malaria, che infestava le isole. Dal 1983, tre anni dopo la morte di Tito, le isole Brioni sono diventate un parco nazionale, oggi uno dei più visitati della Croazia, con 200mila persone ogni anno che ne scoprono le storie più note e quelle più nascoste, le rovine del castrum bizantino e le impronte di dinosauri sulle rocce, provano i tavoli da ping pong anni Cinquanta sotto i pini marittimi e ordinano aperitivi guardando l’Adriatico dai bar degli storici hotel.

Author: di Chiara Beghelli


Published at: 2026-03-18 12:00:29

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